Il problema di chi fa gioielli a mano (e perché stai regalando il tuo tempo)

Parliamoci chiaro. Se un artigiano passa dodici ore al giorno al bancone, con la luce puntata, gli occhi spaccati e le mani rovinate per fare un anello perfetto e unico, com’è possibile che poi arriva il fenomeno di turno a dirti: “Eh, ma online l’ho visto a metà prezzo”?

Fa rabbia, lo so. Ma la colpa non è nemmeno del cliente. Il punto è che se tu passi tutta la giornata a fondere, limare e incastonare, quando lo trovi il tempo di far vedere alla gente la quantità di lavoro e di passione che c’è dietro?

Finisce che metti una foto al volo su Instagram e basta. E se la tua vetrina online sembra trascurata, la gente pensa che anche il tuo lavoro valga meno e ti paragona alla robaccia industriale stampata in serie nei centri commerciali.

Poi ci si mette pure il caos di dover rispondere a tremila messaggi su WhatsApp per le misure, spostare gli appuntamenti e rincorrere la gente. Diventi schiavo del telefono e non hai più tempo per creare.

Il tuo posto è al bancone, a fare arte. Non a impazzire dietro ai social e alla disorganizzazione.

A far capire alla gente quanto vali davvero e a rimettere ordine nella gestione dei tuoi clienti e dei tuoi appuntamenti, senza che tu debba impazzire al telefono, ci penso io.

La tua arte va pagata per quello che vale, senza sconti e senza elemosinare niente a nessuno. Smetti di correre dietro al caos e inizia a dare valore a quello che fai.

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